L'Onu contro Trump

Elias Hubbard
January 13, 2018

Queste, secondo il Washington Post, le parole che il numero uno di Washington avrebbe pronunciato durante una riunione con alcuni componenti del Congresso in merito allo status di protezione degli immigrati da Haiti, El Salvador e alcuni Stati africani.

Il suo entourage l'ha convinto spiegando che le conseguenze sarebbero state troppo gravi e alla fine Trump, con riluttanza, ha ceduto.

"Il linguaggio che ho usato al meeting sull'accordo Daca (sui dreamer) è stato duro", ma "non ho usato quel linguaggio": così ha provato a difendersi il presidente. In una dichiarazione diffusa nella tarda serata del 12 gennaio, l'Unione africana, l'organizzazione internazionale comprendente tutti gli Stati africani, ha chiesto che il presidente Usa si scusi dopo aver definito alcuni Paesi "cessi" ("shithole countries"). Il presidente americano ha rinunciato a introdurre sanzioni contro l'Iran ma ha dato un ultimatum di 120 giorni in primis all'Unione europea.

TWEET - Via Twitter, l'inquilino della Casa Bianca ha detto di non essere "un fan della Amministrazione Obama che ha svenduto per un pugno di noccioline la piu' bella e meglio posizionata ambasciata di Londra solo per il gusto di costruirne una nuova al prezzo di 1,2 miliardi di dollari, Mica un grande affare".

Intanto Trump ha annullato la visita in Gran Bretagna in programma a febbraio per inaugurare la nuova ambasciata Usa a Londra.

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